Gli inglesi e il tè: un binomio indissolubile nato a causa di un fungo

Se dico tè qual è la prima immagine che vi viene in mente? Probabilmente qualcosa del genere:

Forse però non tutti sanno che la storia del tè ha origini antichissime. I primi testi storici che parlano del consumo di te (i monaci buddisti lo utilizzavano a scopo rituale) risalgono al III secolo.

Com’è possibile che una bevanda storicamente orientale sia diventata un simbolo della cultura inglese? Colpa di un fungo.

Ma andiamo per gradi…

 

L’introduzione in Europa

Sebbene si pensi che siano stati i Portoghesi i primi a importare il tè in Europa, è agli Olandesi che dobbiamo le prime significative importazioni durante il XVII secolo.

In Europa appunto questa bevanda divenne uno status symbol dell’aristocrazia.

Nel 1657 viene venduto per la prima volta, dalla Garway’s Coffee House di Londra, ma la moda del tè tra gli aristocratici inglesi si diffonde solo qualche anno più tardi.

Nel 1662 Carlo II sposò la principessa portoghese Caterina di Braganza che portò con se una ricca dote: le regioni di Bombay e Tangeri. In quei luoghi la compagnia delle Indie orientali inglesi stabilì una base commerciale permanente per poter soddisfare la domanda nazionale di tè.

La bevanda però è ancora un bene ad appannaggio dei più abbienti; la “popolarizzazione” del tè inizierà circa due secoli dopo.

 

Napoleone e la ruggine del caffè

Con le conquiste napoleoniche e il conseguente indebolimento dei Paesi Bassi, nel 1796 re Giorgio III acquisisce dall’Olanda l’isola di Ceylon, l’attuale Sri Lanka, ricca di piantagioni di caffè (all’epoca terzo produttore mondiale).

Il re mette a segno un gran bel colpo perché in patria la domanda di caffè è elevatissima. Le coffee houses diventano frequentatissime e fanno concorrenza ai classici pub.

Nel 1867 però un fungo di origine africana (Hemileia vastatrix meglio nota come ‘ruggine del caffè”) annienta la produzione sull’isola. Fu probabilmente a causa dell’arrivo di alcune piante di caffè “infette” importate dall’Africa con lo scopo di avviare nuove piantagioni.

L’opportunità nella crisi

La “catastrofe” però non ha demoralizzato i commercianti inglesi che nella crisi hanno trovato un’opportunità. Avendo adesso terreno libero, le coltivazioni di tè che prima erano limitate a piccole zone montagnose vennero estese anche a quote più basse.

Aumentando la specializzazione nella produzione di questa pianta si rese conveniente convertire tutte le piantagioni di caffè in piantagioni di tè anche in altre colonie britanniche.

L’impero britannico divenne così monopolista su scala planetaria del commercio di questa pianta.

Il drastico cambio di produzione ha un forte effetto sui consumi in patria. Non essendo più un prodotto interno, il prezzo del caffè cresce, la distribuzione cala e le coffee houses chiudono. Il tè invece inizia a costare sempre meno e diventa bevanda nazionale dei sudditi di Sua Maestà.

 

E’ l’ora del tè

L’afternoon tea inventato solo nel 1840 dalla Duchessa di Bedford (di cui vi abbiamo già parlato) diventa un “must” e le tearooms gradualmente soppiantano le coffee houses.

Ha dunque inizio la tradizione britannica del tè delle cinque (consumo medio annuo di 2,1 kg procapite), simbolo del Regno Unito nel mondo.

Questa breve storia è solo un esempio della grandezza del popolo britannico che è riuscito a trasformare una crisi biologica in un’opportunità commerciale che ha segnato la storia.

Ma bando alle ciance, sta per scoccare l’ora del tè!

Non perdetevi le dirette sui nostri canali FacebookTwitter e Instagram .

 

Articolo a cura di Alberto

 

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/T%C3%A8

http://www.londraweb.com/te_per_londra_e_gli_inglesi.htm

Perché gli inglesi bevono il tè?

https://www.innaturale.com/dalloriente-alloccidente-il-te-simbolo-di-tradizione/

http://www.ilfattoalimentare.it/caffe-ruggine-fungo-coltivatori-su-america.html

Precedente British Cusine - La cucina più bistrattata al mondo Successivo The Highlander Pub - Atmosfere scozzesi in Via del Corso